La filtrazione è il passaggio critico che determina la qualità dell'acqua immagazzinata nel serbatoio. L'acqua meteorica che scorre su superfici di copertura raccoglie polvere, particolato atmosferico, materiale organico (foglie, escrementi di uccelli, licheni) e residui del manto. Un sistema di filtraggio adeguato riduce questi carichi prima che l'acqua raggiunga il serbatoio, prolungando la vita dell'impianto e limitando la formazione di biofilm.

Fusto per la raccolta dell'acqua piovana con connessione al pluviale
Fusto di raccolta collegato al pluviale. Fonte: Wikimedia Commons (CC).

Divertitore di primo deflusso

Il divertitore di primo deflusso (o deviatore) è il filtro funzionale più importante in un impianto di raccolta. Il suo compito è intercettare e scartare i primi litri di pioggia che dilavano il tetto, quelli con la concentrazione più alta di contaminanti.

Il principio di funzionamento si basa su un tubo verticale di accumulo che si riempie con i primi millimetri di precipitazione. Il tubo ha una capacità calibrata (tipicamente 0,5–1 L per m² di tetto) e quando si riempie, l'acqua successiva viene deviata automaticamente verso il serbatoio tramite una valvola galleggiante o un sistema a troppo pieno. Al termine della pioggia, il tubo si svuota lentamente tramite un foro di drenaggio calibrato (1–2 mm di diametro).

La norma UNI 11545:2014 indica come valore orientativo per il primo deflusso da scartare un volume pari a 0,5 L/m² di superficie di captazione. In contesti con coperture in laterizio non smaltato o in ambienti urbani con elevato inquinamento atmosferico, si adotta il valore superiore di 1 L/m².

Filtri a cestello (calici)

I filtri a cestello o filtri calici sono posizionati dopo il divertitore di primo deflusso, immediatamente prima dell'ingresso nel serbatoio. Trattengono foglie, rami e detriti grossolani attraverso una rete in acciaio inox o in plastica con maglia da 0,2 a 1 mm.

Esistono due tipi principali:

  • Filtro a calice inclinato: il cestello è posizionato in modo obliquo nella tubazione; i detriti scorrono verso il basso e vengono espulsi automaticamente con il deflusso. Richiede meno manutenzione rispetto ai filtri verticali.
  • Filtro a cestello verticale: installato in un pozzetto ispezionabile, richiede estrazione e pulizia manuale del cestello. Offre una superficie filtrante maggiore.

Filtri a cartuccia per uso interno

Quando l'acqua raccolta viene destinata ad usi che richiedono una qualità superiore (come il lavaggio in lavatrice), si installa un ulteriore stadio di filtrazione a valle della pompa di distribuzione. I filtri a cartuccia con maglia da 50 a 100 µm trattengono le particelle fini in sospensione che superano il filtro a cestello.

Le cartucce filtranti hanno una vita limitata e vanno sostituite periodicamente; la frequenza dipende dal volume d'acqua transitato e dalla qualità dell'acqua entrante.

Filtri biologici e trattamento con UV

Per usi che richiedono un'acqua microbiologicamente più sicura (non potabile ma a contatto diretto con persone o animali domestici), si possono aggiungere:

  • Lampade UV: irradiazione ultravioletta che inattiva batteri e virus. Il trattamento è efficace solo su acqua già filtrata (torbidità bassa), quindi va sempre preceduto da filtrazione meccanica.
  • Filtri a carbone attivo: adsorbono composti organici e migliorano le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Non sono adatti alla raccolta di acqua piovana in ambienti con elevata presenza di nitrati o metalli pesanti senza una caratterizzazione preventiva dell'acqua.

Schema di filtrazione consigliato

Stadio Componente Posizione nell'impianto
1 Divertitore di primo deflusso A valle del pluviale, prima del serbatoio
2 Filtro a calice inclinato (0,5 mm) In linea prima dell'ingresso nel serbatoio
3 Presa galleggiante nel serbatoio All'interno del serbatoio, a quota intermedia
4 Filtro a cartuccia (50–100 µm) A valle della pompa, prima dell'utenza
5 (opzionale) Lampada UV Ultimo stadio prima dell'utenza

Manutenzione e frequenze

La corretta manutenzione dei filtri è determinante per la qualità dell'acqua nel tempo. Le operazioni principali e le relative frequenze raccomandate sono:

  • Pulizia del filtro a calice: ogni 6–12 mesi, o dopo eventi di pioggia intensa con presenza di detriti (fori di ispezione o rimozione del cestello).
  • Ispezione del divertitore di primo deflusso: verifica del foro di drenaggio ogni primavera, pulizia se ostruito.
  • Sostituzione cartuccia filtrante: secondo indicazioni del produttore, generalmente ogni 6–12 mesi a seconda del volume d'acqua trattato.
  • Ispezione del serbatoio: ogni 2–3 anni, rimozione del sedimento accumulato sul fondo tramite pompa aspirante.
  • Sostituzione lampada UV: annuale, indipendentemente dall'uso, poiché l'efficacia dell'irradiazione decade nel tempo.

Per informazioni sul collegamento dei filtri nel contesto generale dell'impianto, vedi Come funziona un sistema di raccolta acqua piovana. Per la scelta dei pluviali e delle grondaie, vedi Pluviali e grondaie: guida alla scelta.